Arte - Gli affreschi
I lacerti del lato Nord 

I recenti restauri hanno permesso di portare alla luce opere di cui non si era a conoscenza. Sulla

parete nord, rimuovendo le opere che si trovavano entro le due grandi cornici di gusto neoclassico, sono emersi lacerti di affreschi risalenti a fasi antiche della storia dell’edificio: più precisamente, sotto la riproduzione fotografica del dipinto con la Crocifissione, di cui l’originale è conservato nella Parrocchiale di Anzola dell’Emilia, sono state rinvenute parti di un affresco raffigurante Cristo sorretto dagli angeli. L’immagine, posizionata sul secondo altare di sinistra entrando dall’ingresso principale, reca una centinatura nella parte superiore ed è bene inserita nella cornice di epoca evidentemente successiva. La leggibilità dell’opera è fortemente compromessa da un’estesa lacuna che la attraversa nella parte del corpo di Cristo e dell’angelo di destra, oltre che  dalla mancanza totale della parte inferiore.

Si può comunque dedurre che si tratti di una Pietà, essendo agevolmente identificabili il volto di Gesù e gli angeli che lateralmente ne sorreggono le membra, mentre le ali seguono armoniosamente il profilo centinato della parte alta. Gli elementi che compaiono più sotto, circa a metà dello spazio pittorico, possono ragionevolmente essere messi in relazione alle cornici del sarcofago, come il confronto con altre opere di analogo soggetto può confermare. Da tale confronto emerge inoltre che, com’è noto, l’iconografia del Cristo sorretto dagli angeli è particolarmente diffusa nel corso del XV secolo, in particolare nella seconda metà dello stesso. A questa fase intorno alla metà del Quattrocento, anche in virtù di simili raffronti oltre che sulla base delle caratteristiche formali del testo pittorico, si propone di attribuire l’opera in questione in attesa di ulteriori studi di approfondimento.

Come suggerisce Rosa d’Amico, l’altro lacerto di affresco, il primo a sinistra dopo avere varcato la soglia, può essere datato a una fase ancor più antica, riconducibile al XIV secolo. E’ emerso rimuovendo dalla cornice la tela con Sant’Antonio da Padova, sotto la scialbatura da cui era stato ricoperto. Si tratta del frammento di una figura di cui la testa è andata perduta, recante un libr nella mano sinistra. Il panneggio della veste mostra la particolarità di una linea bianca che ne segue il profilo con andamento mistilineo, a volte appuntito altre più morbido, che introduce un elemento di ricercatezza formale nell’insieme. Piuttosto elegante pare anche la cornice fitomorfa che affianca il personaggio a ricordo, per ciò che ne resta, di quel compito che in antico era previsto dovesse possedere come elemento divisorio tra più figure.

Se queste fossero effettivamente presenti a sinistra guardando il santo non è dato saperlo, visto che il posizionamento della grande cornice ha obliterato tutto ciò che vi si trovava sotto, a iniziare dalla figura in questione. Da ciò che emerge dai restauri, come rileva Silvia Reggiannini, sulla parte di  destra il lavoro rimase certamente interrotto: oltre la partitura dipinta si nota come l’intonaco sia stato battuto per creare l’aggrappo all’intonachino, senza poi proseguito in tale direzione.

Visti i risultati sul lato settentrionale sono stati condotti saggi anche su quello opposto, localizzati in particolare all’interno delle relative cornici.

Le indagini hanno rilevato anche in quel contesto tracce di interventi a fresco che sembrano tra l’altro appartenere alla stessa fase cronologica della figura di santo della parete di fronte: in attesa dei risultati di studi ulteriori, ora in corso, che approfondiscano questo aspetto, ci pare comunque verosimile ritenere che in anni non lontani dalla fondazione della chiesa, comunque nel corso del XIV secolo, una mano ancora anonima abbia provveduto ad affrescarne le pareti, seguita da altre maestranze nel secolo successivo. Al momento attuale delle nostre conoscenze, infatti, la presenza di tali affreschi non pare documentata, cosa che può fare pensare a una loro copertura precoce, tale da cancellarne la memoria sino ai restauri attuali.